SICUREZZA IN OFFICINA: IMPIANTI DI ASPIRAZIONE LOCALIZZATA  

 

Quando si parla di sicurezza nelle lavorazioni meccaniche, c’è un aspetto che troppo spesso viene sottovalutato: le nebbie d’olio.

Invisibili nemici che si diffondono silenziosamente nell’aria dell’officina,  rappresentando un rischio concreto per la salute dei lavoratori. Ed è proprio qui che entra in gioco un sistema di aspirazione localizzata ben progettato.

 

Nebbie oleose - molatura

perche’ NON POSSiamo IGNORARE IL PROBLEMA

 

Le nebbie d’olio non sono semplicemente un fastidio: contengono additivi, nitrosammine, fenoli e altre sostanze ad elevata tossicità. Quando parliamo di macchine che utilizzano oli minerali interi, l’installazione di impianti di aspirazione localizzata non è una scelta, è una necessità con caratteristiche minime ben definite dalla normativa.

Ogni caso va valutato singolarmente, considerando il tipo di additivi presenti e le condizioni di lavorazione. Temperature elevate, alte velocità di taglio, particolari formulazioni: sono tutti fattori che possono trasformare una situazione apparentemente sotto controllo in un’esposizione rischiosa per i vostri operatori.

Le due filosofie progettuali: cappa avvolgente vs cappa esterna

Cappa Avvolgente: la soluzione ideale

Caso Studio - Nebbie oleose in reparto metalmeccanico

Le cappe avvolgenti racchiudono completamente la sorgente di emissione. È la soluzione che dovreste privilegiare ogni volta che la configurazione della macchina lo permette. Il motivo? Mantenendo gli inquinanti confinati all’interno, è praticamente impossibile qualsiasi dispersione nell’ambiente di lavoro.

Il vantaggio non è solo in termini di sicurezza: le portate d’aria necessarie sono decisamente più contenute rispetto ad altri sistemi, perché basta mantenere in depressione la zona protetta. Parliamo di portate che oscillano tra i 300 e i 700 m³/h per schermature completamente chiuse, contro valori molto più elevati richiesti da altri sistemi.

Inoltre, una schermatura completa della zona di lavorazione permette di centrare contemporaneamente quattro obiettivi:

    • Segregare le zone di lavorazione per motivi di sicurezza
    • Confinare le emissioni di nebbie d’olio
    • Ridurre la propagazione del rumore
    • Proteggere gli operatori da spruzzi di fluidi lubrorefrigeranti e proiezione di trucioli

Schermature completamente chiuse: massima efficienza

Caso studio - impianto dopo installazione

Quando la vostra macchina può essere dotata di schermi fissi e mobili senza aperture, vi trovate nella situazione ideale.

Le velocità dell’aria nelle fessure residue devono mantenersi tra 2,8 e 5,6 m/s, mentre la depressione interna dovrebbe attestarsi tra 20 e 50 Pascal rispetto all’ambiente.

Qui c’è un trucco che può farvi risparmiare energia significativamente, soprattutto se gestite un parco macchine numeroso: introdurre aria nuova dall’esterno direttamente all’interno della schermatura. In questo modo, quando lo schermo è chiuso, non state prelevando aria dall’ambiente riscaldato dell’officina, ma aria esterna che non avete dovuto climatizzare. L’aria dall’ambiente viene aspirata solo durante le fasi di carico-scarico, quando gli schermi sono aperti.

Schermature con aperture: quando serve flessibilità

Caso studio - impianto dopo installazione

Non sempre è possibile chiudere completamente: a volte servono aperture per l’osservazione del processo, per il passaggio del pezzo, per la movimentazione dell’utensile. Qui entra in gioco un parametro fondamentale, il rapporto Sa/Ss, ovvero il rapporto tra la superficie delle aperture e la sezione interna della schermatura, che dovrà essere:

Per schermature con aperture limitate (Sa/Ss < 0,2): servono portate più elevate per ogni m² di apertura (5.000–10.000 m³/h·m²) e velocità maggiori nelle aperture (1,4–2,8 m/s) e 0,3–0,6 m/s all’interno della schermatura.

Per schermature con aperture più ampie (Sa/Ss > 0,2): si possono adottare portate più contenute (3.600–5.400 m³/h·m²) e velocità nelle aperture più basse (1,0–1,5 m/s) e ≥ 0,2 m/s all’interno.

 

Cappe Esterne: quando non ci sono alternative

Caso Studio - Nebbie oleose in reparto metalmeccanico

Ci sono situazioni in cui, per vincoli di processo o per la configurazione della macchina, non è possibile installare una cappa avvolgente. In questi casi si ricorre alle cappe esterne, posizionate superiormente o lateralmente alla zona di emissione.

Ora non si stanno più confinando gli inquinanti, ma è necessario “catturarli” creando una depressione sufficiente a farli dirigere verso la cappa. La velocità di captazione alla sorgente diventa il parametro critico:

  • Per fluidi rilasciati a bassa pressione: 1,0 – 2,5 m/s
  • Per fluidi a alta pressione: 2,5 – 5,0 m/s

La velocità di captazione va calibrata valutando attentamente diversi elementi: come è orientata la cappa (dall’alto o lateralmente), in che modo e con quale intensità si disperdono le nebbie nell’aria, le caratteristiche specifiche del fluido utilizzato e la sua temperatura di esercizio, i regimi di rotazione del mandrino. E naturalmente, non dimenticare le correnti d’aria che attraversano l’ambiente, potrebbero compromettere l’efficacia dell’intero sistema. Proprio su questo punto: prima di aumentare la velocità di captazione (e quindi la portata, con conseguente aumento dei consumi),  è consigliabile valutare se non sia più efficiente installare schermi che proteggano la zona di emissione dalle correnti d’aria disturbanti. È un intervento spesso più economico ed efficace.

    Criteri di progettazione 

    icona apirazione

    Posizionamento rispetto alla sorgente

    Gli impianti di aspirazione devono essere collocati il più vicino possibile al punto di emissione degli inquinanti, sfruttando al meglio i movimenti naturali dell’aria e considerando le turbolenze generate dal pezzo in lavorazione.

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    Minimizzazione delle superfici aperte

    Le aperture vanno ridotte al minimo indispensabile, con particolare attenzione a quelle rivolte verso il basso: l’aria tende naturalmente a salire quando riscaldata dalle lavorazioni, le aperture inferiori sono quindi le più critiche.

     

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    Flangiatura delle cappe esterne

    Questo accorgimento costruttivo consente di ridurre la portata necessaria per ottenere la stessa efficacia di captazione.

     

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    Protezione dalle correnti d’aria interferenti

    Le correnti che possono disturbare la captazione vanno ridotte mediante schermi protettivi. Questo intervento risulta preferibile rispetto all’aumento della velocità di captazione e della conseguente portata d’aria.

    No ricircolo dell’aria

    Nelle lavorazioni con macchine utensili non è consentito il ricircolo dell’aria, poiché i contaminanti generati contengono sostanze altamente tossiche e potenzialmente cancerogene. Per questo motivo, l’aria deve essere espulsa all’esterno dopo un’eventuale fase di filtrazione o depurazione.

    Il volume d’aria estratto deve essere compensato con un adeguato reintegro di aria pulita proveniente dall’esterno. Le prese d’aria esterna devono essere collocate in zone lontane dalle emissioni dei sistemi di scarico.

    Asportazione truciolo - nebbie oleose

    UNa QUESTIONE DI RESPONSABILITA’

     

    Un impianto di aspirazione ben dimensionato richiede un investimento. Ma la vera domanda che dovreste porvi è un’altra: quanto costa non averlo?

    Parliamo di salute dei lavoratori, di responsabilità civili e penali, di produttività (un ambiente più salubre è un ambiente dove si lavora meglio), di costi assicurativi, di immagine aziendale. Quando mettete tutto sulla bilancia, il conto torna sempre.

    E poi c’è un aspetto che va oltre i numeri: la consapevolezza che state facendo la cosa giusta. Che state proteggendo davvero le persone che ogni giorno contribuiscono al successo della vostra azienda.

    Un impianto di aspirazione localizzata ben progettato non è un costo, è un investimento sulla risorsa più preziosa che avete: le vostre PERSONE.

     

    Efficienza, prestazioni di processo 

    Perchè Cappa Impianti

    Ogni officina ha le sue specificità: configurazione del layout, tipologia di lavorazioni, fluidi utilizzati, vincoli architettonici. Per questo un impianto di aspirazione efficace non può nascere da soluzioni standardizzate, ma richiede un’analisi tecnica mirata sulla vostra realtà produttiva.

    Il team di Cappa Impianti è specializzato nella progettazione di sistemi di aspirazione localizzata per macchine utensili. Contattateci per un sopralluogo tecnico gratuito: analizziamo il tuo processo, dimensioniamo captazione, rete e portate, scegliamo la catena filtrante giusta e coordiniamo il partner più adatto tra la nostra rete, Metal Working, Veneta Impianti, Fama, Compagnia Siderurgica

     

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