Progettare correttamente l’aspirazione localizzata significa avere ambienti più puliti, operatori tutelati e macchine affidabili.

Se l’aerosol permane in aria, raggiunge le vie respiratorie degli operatori, si deposita sui pezzi e riduce l’efficienza degli impianti. Le nebbie oleose contaminano le superfici, compromettono tolleranze e finiture, rendono scivolosi i pavimenti e saturano filtri e scambiatori, aumentando guasti, consumi e manutenzioni.  

Il principio è semplice: racchiudere la sorgente e avvicinare la captazione. Per questo le cappe avvolgenti sono la scelta preferibile ogni volta che il ciclo lo consente: chiudono, schermano e proteggono anche da spruzzi, trucioli e rumore.

E se la cappa avvolgente non è praticabile? Ci sono le cappe esterne, da usare con criterio: sono poste, in genere, superiormente o lateralmente alle zone di emissione dell’inquinante e, creando una depressione, inducono l’aria inquinata a dirigersi verso la cappa.

 

 

Un ultimo punto decisivo: niente ricircolo dell’aria inquinata.

In presenza di nebbie oleose, polveri, VOC o fumi di saldatura, l’aria va captata alla fonte, filtrata con stadi adeguati e poi espulsa all’esterno, non reimmessa in reparto.

Così eviti il rientro degli inquinanti, proteggi le persone, preservi l’elettronica delle macchine da depositi e corrosioni e mantieni lo stabilimento pulito, dentro e fuori.

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