CASO STUDIO
Risparmia 10.900€ con
l’aspirazione giusta
Quando i filtri a bordo macchina rivelano dei costi nascosti
Nei reparti metalmeccanici l’aspirazione di polveri, fumi e trucioli, viene quasi sempre risolta con filtri a bordo macchina, uno per ogni postazione. Questo caso studio analizza i costi reali di un reparto a due turni con dieci macchine di tornitura e mostra come il passaggio a un impianto centralizzato con filtrazione multistadio e inverter possa generare un SAVING ANNUO superiore a 10.900 €.
COSA
Il costo dell’aspirazione è ridistribuito
Nella maggior parte dei reparti metalmeccanici italiani, l’aspirazione di trucioli, polveri e nebbie d’olio viene gestita con filtri a bordo macchina: uno per ogni macchina utensile, ciascuno dimensionato per il picco di lavorazione, ciascuno con la propria manutenzione, i propri ricambi, il proprio contatore.
“E’ un sistema che funziona ma nasconde un costo operativo più alto di quanto sembri”
Il problema è un altro. Il costo di gestione di questa configurazione non arriva come una fattura unica: arriva spezzettato in tre voci diverse, su tre capitoli di spesa che nessuno collega tra loro:
Energia elettrica
Sul contatore generale del capannone, mescolata con macchine, illuminazione e compressori.
Ricambi filtri
Come materiale di consumo dell’ufficio acquisti, tra altri ordini periodici di reparto.
Manutenzione
In fattura a fine mese, mescolata ad altri interventi tecnici del manutentore.
Nessuna delle tre voci, da sola, è abbastanza grande da far scattare un’analisi dedicata. Sommate, valgono spesso il doppio di quanto stimato a colpo d’occhio.
PERCHE’
L’aspirazione è una voce energetica,
prima ancora di un obbligo normativo
Gli impianti di aspirazione nei reparti metalmeccanici nascono per rispondere a un obbligo: garantire la qualità dell’aria nei luoghi di lavoro ai sensi del D.Lgs. 81/2008, che impone di intercettare polveri, fumi e nebbie d’olio direttamente alla sorgente. È la condizione di base per operare in sicurezza, ed è il punto di partenza di qualunque progetto di aspirazione industriale.
Una volta soddisfatto questo requisito, la domanda è: quanto costa, ogni anno, mantenere in funzione l’impianto che ho scelto?
Una macchina ausiliaria ad alto consumo continuo
Gli impianti di aspirazione sono macchine ausiliarie. Non producono valore diretto, non generano fatturato, ma assorbono energia in modo continuo durante tutto il turno di lavoro. Quando dieci o più gruppi filtranti lavorano in parallelo, ciascuno alla propria potenza nominale, il consumo cumulato diventa una delle voci più rilevanti del fabbisogno elettrico ausiliario di un reparto metalmeccanico.
L’efficienza energetica dell’aspirazione non è più un dettaglio tecnico. È una voce di bilancio.
Dove si nasconde l’inefficienza
L’efficienza di un impianto di aspirazione dipende da due fattori che, nella configurazione a bordo macchina, sono difficili da ottimizzare:
Sono esattamente i due fattori su cui un impianto centralizzato dimensionato correttamente può intervenire in modo strutturale, generando saving misurabili che si ripagano anno dopo anno.
COME
L’impianto centralizzato con filtrazione multistadio e inverter
Un impianto centralizzato sostituisce i singoli filtri a bordo macchina con un’unica unità di aspirazione e filtrazione, collegata alle postazioni di lavoro tramite una rete di canalizzazioni dimensionata sul layout del reparto. Tre sono le leve tecniche sulle quali si sviluppa la soluzione:
Modulazione della portata tramite inverter
Il ventilatore centralizzato è gestito da un inverter che regola automaticamente la velocità di rotazione in base al numero di bocche di aspirazione aperte in un dato momento: quando lavorano sei macchine su dieci, l'impianto consuma per sei. I filtri a bordo macchina, invece, lavorano sempre alla potenza nominale per cui sono dimensionati, anche durante lavorazioni leggere o nelle fasi di riscaldamento iniziale. L'effetto è particolarmente marcato nei reparti con contemporaneità inferiore al 100%, cioè la condizione reale della stragrande maggioranza delle officine metalmeccaniche italiane.
Rendimento del ventilatore industriale
Un ventilatore industriale di taglia adeguata ha un rendimento energetico significativamente più alto della somma dei rendimenti di dieci ventilatori piccoli. Le perdite per attrito, trasmissione e turbolenza interna decrescono al crescere della taglia. A parità di portata d'aria movimentata, un ventilatore centralizzato ben dimensionato consuma meno della somma dei consumi dei filtri decentrati, anche prima di applicare la modulazione tramite inverter.
Filtrazione multistadio
L'unità centralizzata utilizza un sistema di filtrazione a stadi successivi: prefiltri metallici G3 trattengono il particolato grossolano, filtri a tasche flosce e rigide F9 lavorano sul fine. Ogni stadio è dimensionato per il carico di polveri che gli compete. Il risultato è una riduzione drastica della frequenza di sostituzione: verifica annuale, sostituzione biennale dei filtri rigidi. Meno ricambi, meno fermi macchina, meno rifiuti da smaltire.
CASO APPLICATIVO
Un reparto metalmeccanico a due turni: l’analisi comparativa
Caso reale di un’officina metalmeccanica del Veneto, con dati reali.
L’analisi è stata costruita misurando i consumi reali del reparto con strumentazione di campo e confrontandoli con quelli di un impianto centralizzato dimensionato sul layout effettivo del capannone.
Configurazione del reparto: 10 macchine utensili (trucioli, polveri, nebbie d’olio), operatività su due turni, 251 giorni lavorativi all’anno, costo medio del kWh 0,234 €,tariffa oraria del manutentore specializzato 65 €. Configurazione di partenza: 10 filtri a bordo macchina con ricambi originali.
SAVING ANNUO
ULTERIORI VOCI
Benefici reali
Tre voci non sono state quantificate nell’analisi, perché dipendono da variabili specifiche dell’azienda, ma sono benefici reali che si aggiungono al saving calcolato.
Riduzione dei rifiuti filtranti
Meno cartucce esauste significa meno codici CER, meno ritiri programmati, meno pratiche di smaltimento
Dialogo con la centrale di climatizzazione
L’impianto centralizzato può modulare la climatizzazione del capannone evitando sprechi energetici immediati.
Salubrità dell’aria in officina
Riduzione degli inquinanti aerodispersi e miglioramento della qualità dell’aria nei reparti produttivi.
