Nebbie oleose e ricircolo dell'aria: perché è vietato e cosa prevede la normativa
- Perché le nebbie da lavorazione meccanica sono pericolose?
- Cosa dice la normativa sul ricircolo dell'aria
- Il parere delle autorità sanitarie
- Ventilazione generale vs aspirazione localizzata
- Come deve essere progettato un impianto corretto
- Cosa rischia chi non si adegua
- Come verificare la situazione del proprio reparto
- Domande frequenti
In molti reparti metalmeccanici viene installato un filtro a bordo macchina con ricircolo dell'aria: il fluido viene aspirato, filtrato e rimandato in reparto. Sembra una soluzione. Non lo è, e la normativa lo dice chiaramente.
Quando le macchine utensili lavorano con oli minerali interi o con lubrorefrigeranti che contengono additivi ad alta tossicità, la reimmissione dell'aria in ambiente di lavoro è vietata: è un divieto che discende dal D.Lgs. 81/2008, confermato dalle indicazioni tecniche di INAIL e ribadito dalle autorità sanitarie competenti per il territorio italiano.
↑ Torna all'indicePerché le nebbie da lavorazione meccanica sono pericolose?
Quando un tornio o un centro di lavoro CNC lavora a velocità elevata con fluidi lubrorefrigeranti, genera nebbie, microparticelle di olio aerodisperse nell'aria del reparto. Queste particelle hanno dimensioni che vanno da frazioni ad alcuni micron, sufficientemente piccole da raggiungere le vie respiratorie profonde dei lavoratori.
I fluidi lubrorefrigeranti contengono spesso additivi come nitrosamine, fenoli e biocidi, sostanze con riconosciuta tossicità e, in alcuni casi, con evidenza sufficiente di effetti cancerogeni sull'uomo. A questo si aggiungono le particelle metalliche (trucioli finissimi) che si disperdono nell'aria durante la lavorazione.
L'esposizione prolungata a questi contaminanti è associata a patologie respiratorie croniche, dermatiti, irritazioni alle mucose e, nei casi più gravi, a patologie oncologiche. Questo spiega perché la normativa tratti il tema con particolare rigore.
↑ Torna all'indiceCosa dice la normativa sul ricircolo dell'aria
La normativa, in riferimento al ricircolo dell'aria, è molto chiara:
"Il ricircolo non è mai ammesso quando nell'aria inquinata siano presenti sostanze cancerogene o sospette cancerogene o allergizzanti per le quali non sono configurabili livelli di soglia. Nel caso delle lavorazioni alle macchine utensili, essendovi presenza negli inquinanti di componenti altamente tossici e con sufficiente evidenza di effetti cancerogeni sull'uomo, il ricircolo non è ammesso. L'impianto di aspirazione localizzata dovrà espellere all'esterno, previa depurazione se necessaria, gli inquinanti convogliati."
Scheda 3.6.6.4 — EBER / EBAM / INAIL / Regione Emilia Romagna / Regione Marche
La norma non lascia spazio a interpretazioni: l'aria estratta deve essere espulsa all'esterno dopo filtrazione, non rimessa in circolo nel reparto. Questo vale in modo assoluto per le macchine che lavorano con oli minerali interi, e va valutato caso per caso per quelle che utilizzano oli emulsionati o sintetici, in funzione degli additivi presenti e delle quantità di nebbia generate. Per approfondire come funziona un impianto di aspirazione per macchine utensili, visita la nostra pagina dedicata.
↑ Torna all'indiceIl parere delle autorità sanitarie
Le autorità sanitarie che operano nei territori a più alta concentrazione di imprese metalmeccaniche, come il Vicentino, l'Alto Vicentino, il Bassanese, intervengono concretamente su questa materia.
In un parere emesso nel giugno 2022 dall'autorità competente per il distretto di Thiene, Schio e tutto l'Alto Vicentino, in merito a un'azienda metalmeccanica con lavorazioni a tornio, si è espressa dichiarandosi non favorevole alle emissioni diffuse provenienti dall'attività di tornitura e richiedendo il collegamento del tornio rimanente al sistema di aspirazione già esistente nello stabilimento.
Il documento è una conferma pratica di come l'orientamento normativo si traduca in interventi reali sul territorio: chi non gestisce correttamente le emissioni da macchine utensili è esposto a prescrizioni, richieste di adeguamento e, nei casi più gravi, a conseguenze amministrative e penali previste dal D.Lgs. 81/2008.
↑ Torna all'indiceVentilazione generale vs aspirazione localizzata: non è la stessa cosa
Un errore frequente è ritenere che aprire le finestre, aumentare la ventilazione generale del capannone o installare estrattori d'aria generici sia sufficiente a risolvere il problema delle nebbie oleose.
La ventilazione generale per diluizione è ammissibile solo in condizioni specifiche: quando gli inquinanti sono poco tossici, quando le sorgenti sono diffuse e non localizzabili, e quando i lavoratori non rischiano di essere direttamente investiti dalle emissioni. Le nebbie oleose da macchine utensili non rientrano in nessuna di queste condizioni.
L'aspirazione localizzata — quella che cattura il contaminante direttamente alla sorgente, prima che si diffonda in reparto — ha la precedenza tecnica e normativa rispetto a qualsiasi altro sistema. Se ben progettata, elimina il contaminante alla fonte impedendone la dispersione, invece di limitarsi a diluirlo nell'ambiente.
↑ Torna all'indiceCome deve essere progettato un impianto corretto
Un impianto di aspirazione localizzata per macchine utensili, per essere conforme, deve rispettare alcune condizioni fondamentali.
Il posizionamento alla sorgente
La cappa o il sistema di captazione va posizionato il più vicino possibile alla zona dove si generano le nebbie — idealmente a racchiudere completamente la zona di lavorazione. Le cappe avvolgenti sono da preferire rispetto alle cappe esterne, perché mantengono gli inquinanti all'interno della zona protetta e rendono estremamente difficile qualsiasi dispersione verso l'esterno.
L'espulsione all'esterno
L'aria estratta deve essere convogliata all'esterno attraverso una rete di tubazioni, con filtrazione adeguata prima dello scarico in atmosfera quando necessario. Per lo scarico in atmosfera l'azienda deve acquisire le necessarie autorizzazioni presso gli enti competenti (tipicamente la Provincia o ARPAV per il Veneto).
Il reintegro dell'aria estratta
Ogni portata d'aria estratta deve essere compensata da una pari portata di aria esterna fresca, riscaldata nella stagione fredda e distribuita in modo da favorire la captazione degli inquinanti senza creare correnti interferenti. Questo ha implicazioni progettuali ed energetiche che vanno considerate fin dalla fase di dimensionamento.
Il dimensionamento
Per oli minerali interi con lavorazione ad alta pressione, le velocità di captazione alla sorgente richieste arrivano fino a 5 m/s. Un impianto sottodimensionato non adempie agli obblighi di legge. Vedi un esempio di impianto dimensionato correttamente.
↑ Torna all'indiceCosa rischia chi non si adegua
Il D.Lgs. 81/2008 — il Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro — prevede obblighi precisi per il datore di lavoro in materia di esposizione ad agenti chimici pericolosi. Le nebbie oleose da lavorazioni meccaniche rientrano in questa categoria.
In caso di ispezione o sopralluogo da parte degli organi di vigilanza, un impianto con ricircolo in presenza di oli minerali interi o additivi tossici è una non conformità contestabile. Le conseguenze possono includere prescrizioni con obbligo di adeguamento entro termini definiti, sanzioni amministrative, e nei casi di violazione grave o reiterata anche responsabilità penale per il datore di lavoro e il RSPP.
A questo si aggiunge il rischio di malattie professionali riconosciute: un lavoratore che sviluppa patologie respiratorie o dermatologiche documentabili può aprire un percorso di riconoscimento INAIL con conseguenze sia risarcitorie che penali per l'azienda.
↑ Torna all'indiceCome verificare la situazione del proprio reparto
Il primo passo è capire con quali fluidi lavorano le macchine. Se sono presenti oli minerali interi, il ricircolo è escluso a prescindere. Per oli emulsionati o sintetici, occorre verificare la scheda di sicurezza del prodotto (SDS) e analizzare gli additivi presenti.
Il secondo passo è valutare l'impianto esistente: dove scarica l'aria estratta? Esiste davvero una tubazione di espulsione verso l'esterno? Il filtro è dimensionato per trattenere le nebbie finissime generate dalla lavorazione specifica?
Un sopralluogo tecnico permette di rispondere a queste domande. Nel Vicentino e in tutto il Nord Italia, i reparti con macchine utensili sono spesso dotati di impianti vecchi, sottodimensionati o non conformi, installati in epoche in cui i requisiti erano meno stringenti o semplicemente non verificati.
Cappa Impianti progetta e installa impianti di aspirazione e filtrazione per macchine utensili, tornitura, fresatura e centri CNC nel Vicentino, a Thiene, Schio, Bassano del Grappa e in tutto il Nord Italia. Se non sei certo della conformità del tuo impianto, possiamo effettuare una prima valutazione tecnica.
Domande frequenti
Dipende dalla composizione del fluido. Gli oli emulsionati possono contenere additivi tossici o cancerogeni: occorre verificare la scheda di sicurezza del prodotto (SDS) e valutare il caso specifico. In presenza di dubbi, il principio di precauzione del D.Lgs. 81/2008 impone di adottare la soluzione più protettiva, che è l'espulsione all'esterno.
Dipende dalla configurazione esistente, dalla distanza dal punto di scarico esterno e dal tipo di filtrazione necessaria. In alcuni casi si interviene sul sistema esistente; in altri è più conveniente passare a un impianto centralizzato, che — come documentato in un nostro caso studio su un reparto simile — può generare anche un risparmio netto sui costi operativi rispetto ai filtri a bordo macchina.
In generale sì, se le concentrazioni degli inquinanti nell'aria espulsa superano le soglie previste dal D.Lgs. 152/2006 (Codice dell'Ambiente). Per la maggior parte dei reparti metalmeccanici nel Veneto la pratica si gestisce con la Provincia o attraverso l'Autorizzazione Unica Ambientale (AUA). Un impianto ben dimensionato e filtrato rientra spesso nelle soglie di emissione poco significativa, semplificando la procedura.
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