Fumi di saldatura: come scegliere l'impianto di aspirazione localizzata
Non basta aprire una finestra. I fumi di saldatura vanno intercettati alla fonte, prima che raggiungano l'operatore. La scelta del sistema dipende dal tipo di saldatura, dai pezzi lavorati e dallo spazio disponibile. Questa guida aiuta RSPP e responsabili di stabilimento a fare la scelta giusta.
Perché l'aspirazione localizzata è prioritaria
I fumi di saldatura non sono un fastidio da tollerare: sono una miscela di particelle ultrafini e gas tossici (ossidi di manganese, cromo esavalente, nichel, ozono, ossidi di azoto) estremamente pericolosi. L'inalazione prolungata è associata a patologie respiratorie, neurologiche e oncologiche riconosciute.
La regola di base, raccomandata dall'INAIL e recepita nella normativa italiana, è chiara: la ventilazione locale deve essere ritenuta prioritaria in tutti i casi, e in particolare quando gli inquinanti pericolosi sono emessi in quantità notevoli. La ragione è tecnica, oltre che giuridica: rimuovere il contaminante alla fonte costa meno, in termini di portate d'aria, energia e costi di filtrazione, rispetto a diluirlo nell'intero volume del reparto.
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Velocità di captazione: il parametro chiave
Qualunque sistema si scelga, c'è un valore che non si può ignorare: la velocità di captazione alla sorgente, cioè la velocità dell'aria all'imbocco della cappa o dell'ugello nel punto dove si generano i fumi.
Valore di riferimento — INAIL / Linee guida tecniche
La velocità di captazione alla sorgente non deve essere inferiore a 0,5 m/s. Questo valore va aumentato in presenza di correnti d'aria trasversali, alta velocità di deposizione dei fumi o lavorazioni su materiali particolarmente critici (acciai inossidabili, leghe di nichel, acciai alto-legati).
Rispettare questo limite significa: posizionare la cappa il più vicino possibile all'arco e calcolare la portata in modo che la velocità venga mantenuta anche nelle condizioni peggiori. Cappe distanti dall'arco richiedono portate molto più elevate per raggiungere lo stesso effetto di captazione.
↑ Torna all'indicePezzi di piccole dimensioni e lavorazioni su banco
Per lavorazioni su banco con pezzi di dimensioni contenute, le soluzioni più efficaci sono il banco aspirato frontale e la cabina aperta aspirata. Entrambe limitano le aperture e intercettano i fumi nel punto in cui si generano, senza richiedere all'operatore alcun intervento manuale per posizionare la captazione.
Banchi aspirati frontali e cabine aperte
Il vantaggio principale è la continuità della captazione: l'operatore lavora all'interno della zona di aspirazione e i fumi vengono estratti prima di raggiungere la zona di respirazione. Sono la soluzione da preferire ogni volta che la geometria del pezzo e le dimensioni lo permettono.
Banchi aspirati dal basso: quando funzionano e quando no
L'aspirazione dal basso può essere indicata in alcuni casi specifici, ma impone che il pezzo da saldare non debba superare una certa altezza rispetto alla griglia di aspirazione. Il limite è definito dalla formula:
Superare questo rapporto significa che i fumi si alzeranno oltre la zona di cattura e raggiungeranno comunque la zona di respirazione dell'operatore, vanificando l'impianto. Va verificato anche che il pezzo rimanga sulla griglia durante tutta la lavorazione.
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Pezzi di grandi dimensione e postazioni mobili
Quando il pezzo è troppo grande per un banco aspirato, o quando la postazione di saldatura si sposta, servono soluzioni che seguano il lavoro.
Bracci aspiranti snodati
Il braccio aspirante è la soluzione più diffusa per la saldatura su pezzi grandi in postazione fissa o semi-fissa. Permette di avvicinare la bocca di captazione direttamente all'arco (idealmente entro 20-30 cm) e di spostarla man mano che il punto di saldatura avanza. La flessibilità del braccio compensa in parte la variabilità della lavorazione.
Il limite è l'operatività, in quanto il braccio deve essere spostato dall'operatore durante la lavorazione. Se rimane fisso, la sua efficacia cala drasticamente all'aumentare della distanza dall'arco.
Strutture aeree su rotaie
Per lavorazioni che si estendono su superfici ampie come travi, carpenterie metalliche lunghe, strutture saldate in più punti, si ricorre a strutture aeree su rotaie che permettono alla cappa di seguire la testa di saldatura lungo l'intera lunghezza del pezzo. Richiedono un progetto più articolato ma garantiscono captazione continua senza dipendere dal comportamento dell'operatore.
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Il ruolo della ventilazione generale
La ventilazione generale, intesa come ricambio d'aria dell'intero reparto, non sostituisce la ventilazione locale. Il suo ruolo è complementare: diluire i residui di fumi e gas che la captazione localizzata non ha intercettato, e mantenere accettabili le condizioni ambientali generali.
Diventa alternativa principale solo in due condizioni specifiche: la ventilazione locale è tecnicamente impossibile da realizzare, e l'emissione è al tempo stesso poco tossica e in quantità ridotte. Nella saldatura industriale, queste condizioni raramente si verificano contemporaneamente.
Affidarsi alla sola ventilazione generale per gestire i fumi di saldatura è una scelta tecnicamente insufficiente e normalmente non allineata con i requisiti del D.Lgs. 81/08.
↑ Torna all'indiceSaldatura all'esterno e in spazi confinati
Saldatura all'aperto
All'esterno i fumi si disperdono nell'ambiente, ma l'operatore rimane esposto se il vento porta i fumi verso di lui. La soluzione corretta è installare ventilatori in mandata posizionati in modo da spingere fumi e gas nella direzione opposta al viso dell'operatore. Non è sufficiente aprire una porta o una finestra: serve un flusso diretto e controllato.
Saldatura in spazi confinati
Gli spazi confinati sono il contesto più critico. Prima di entrare è obbligatorio verificare due condizioni: l'assenza di atmosfere esplosive e la presenza di ossigeno con percentuale superiore al 19%.
Durante la lavorazione sono necessari:
- impianto di aspirazione localizzata attivo
- maschere ad adduzione di aria da fonte esterna (non aria compressa generica)
- assistenza dall'esterno con mezzi di soccorso e comunicazione attivi per tutta la durata del lavoro
Il rischio principale non è solo l'intossicazione da fumi perchè in spazi confinati i gas prodotti dalla saldatura (CO, ozono, NO₂) possono raggiungere concentrazioni letali in tempi molto brevi.
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Cosa prevede la normativa
Il riferimento principale è il D.Lgs. 81/08, che nell'Allegato IV (art. 63, comma 1) stabilisce tre obblighi fondamentali a carico del datore di lavoro:
D.Lgs. 81/08 — Allegato IV, art. 63 comma 1
2.1.4-bis. Nei lavori in cui si producono gas o vapori irrespirabili
o tossici od infiammabili ed in quelli nei quali si sviluppano normalmente odori o fumi
di qualunque specie il datore di lavoro deve adottare provvedimenti atti ad impedirne
o a ridurne, per quanto possibile, lo sviluppo e la diffusione.
2.1.5. L'aspirazione dei gas, vapori, odori o fumi deve farsi,
per quanto possibile, immediatamente vicino al luogo dove si producono.
2.2.5. Qualunque sia il sistema adottato per la raccolta e
l'eliminazione delle polveri, il datore di lavoro è tenuto ad impedire che esse
possano rientrare nell'ambiente di lavoro.
A questi obblighi generali si aggiungono i valori limite di esposizione professionale (VLEP) per i metalli presenti nei fumi di saldatura: manganese, cromo esavalente, nichel. I limiti sono fissati dal D.Lgs. 81/08 e aggiornati periodicamente — il cromo VI ha subito una revisione al ribasso significativa negli ultimi anni.
Per il datore di lavoro questo si traduce in un obbligo di sorveglianza: valutare il rischio da agenti chimici, documentarla nel DVR e adottare le misure tecniche necessarie — tra cui, in primo luogo, l'aspirazione alla fonte.
↑ Torna all'indiceDomande frequenti
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